Alzi la mano chi non si è mai sentito dire dalla prole “sei un pessimo genitore”.
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Per non parlare dei commenti vari sentiti di sfuggita ai consigli di classe, dai vicini di ombrellone… O i pettegolezzi che (per vie traverse) possono esservi giunti alle orecchie anche da molto lontano.
Nelle librerie troneggiano spavaldi manuali kilometrici dalla puericoltura ai metodi educativi under 3. Passando dai consigli per i figli adolescenti e per i piccoli geni.
Ogni genitore (e purtroppo non solo loro) su questa terra vi darà la propria personale interpretazione del ruolo: non obbligarlo a mangiare, non fargli fare il bagno subito dopo mangiato, controllagli i compiti, non costringerlo a fare quel che non vuole, non urlare, organizzagli la festa di compleanno… Non parliamo poi di tutta quella sequela di pareri contrastanti sul fronte educativo: lascialo libero, ma non troppo sennò si sente abbandonato; responsabilizzalo, ma non caricarlo troppo sennò diventa ansioso; credi in lui, ma non sopravalutarlo; sgridarlo, ma non mortificarlo…
Insomma, essere genitori negli anni 2000 è un’impresa terribilmente difficile.
Qualsiasi cosa facciamo deve trovare una giusta misura tra gli eccessi, e non deviare neanche per le bufere di amici, nonni e zii. Pena: la perdita totale del rispetto dei marmocchi.
Siccome la ...