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“Sua Ariezza” Michael Jordan

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Written By: Divina

Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Trentasei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto. 

 

A 14 anni, il campione della storia, prova ad entrare nella squadra scolastica e viene allontanato perchè troppo timido e non all’altezza: sarà l’anno della preparazione del piccolo Jordan, in solitaria, che lo farà emergere la stagione successiva come prima scelta nella suddetta squadra.

Nel frattempo diventano famose le sue schiacciate al playground: un ragazzino di un metro e ottanta che vola letteralmente a canestro sembra una fiaba.

Eppure..

Al primo anno di università il suo tiro sullo scadere del tempo che regala al suo team il titolo, ne consacra il soprannome “the shot”, un piccolo particolare per il quale verrà ricordato anche in futuro.

Due anni dopo è terza scelta nell’NBA.

Cos’è cambiato dai 14 ai 21 anni? Come può un ragazzino portato per il football e scarsamente considerato per il basket, diventare in 7 anni una star tanto talentuosa da esser portata nell’Olimpo della palla a spicchi?

Sicuramente in parte si tratta di talento, ma il segreto di Michael Jordan non è solo quello. Anzi. La costanza è il punto forte di chi sa di valere ma vuole fare ancora di più.

E questo è stato il filo conduttore della sua carriera: non accontentarsi mai dei risultati ottenuti ma inseguire sempre traguardi migliori.

E così è stato per le medie di punti, di tiri, di minuti giocati, di partite, di titoli.

Michael si è ritirato tre volte e ogni volta ha rincorso un sogno: ha voluto tentare con il baseball in onore di suo padre, è tornato a giocare all’età di 38 anni in una squadra della quale era proprietario, e poi, alla fine, è diventato dirigente una squadra NBA quale gli Charlotte Bobcats.

Una sfida dietro l’altra, compreso un film (Space Jam) che ha sbancato i botteghini pur essendo stato definito una semplice manovra commerciale.

Lui ci ha regalato una squadra come il Dream Team, lui ha devoluto l’intero stipendio di un milione di dollari alle vittime dell’11 settembre.

Celebre per la linea Nike a lui dedicata, che lo vede protagonista con una schiacciata a gambe aperte, e per il suo posto unico e quanto meno meritato nella Basketball Hall of Fame.

Un’altra frase famosissima di questo grande giocatore è stata: posso accettare la sconfitta, ma non posso accettare di rinunciare a provarci. Inutile dire che un tipo così non poteva che fare strada in qualsiasi ambito avesse voluto.

Omaggi ad un giocatore che ha saputo stupire, incantare, giocare, e ha avuto l’intelligenza e il buonsenso per capire quando smettere una carriera, e cominciarne un’altra. Senza dimenticare la profonda umanità e l’impegno nel gioco di squadra sul campo e nella vita.

One Response to ““Sua Ariezza” Michael Jordan”

  1. Sigfrido Says:

    Aho’ ma michelino Giordano nun c’aveva er numero 23…..?!?!?!?!ma stamo a parla’ sempre der Grande MAICOR JORDAN !!! ER NUMERO 1 ARTRO CHE TOTTI

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