Relazioni di successo: come riconoscere l’amore vero
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Written By: Divina

Infatuazione è quando pensi che lui sia sexy come Robert Redford,
elegante come Henry Kissinger, nobile come Ralph Nader,
divertente come Woody Allen e atletico come Jimmy Connors.
Amore è quando capisci che lui è sexy come Woody Allen,
elegante come Jimmy Connors, divertente come Ralph Nader,
atletico come Henry Kissinger e nulla come Robert Redford;
ma lo prendi ugualmenteceherU
Ok, questa è una piccola perla di saggezza per cominciare sorridendo il lunedì mattina…
Gozzovigliando per il web mi sono posta una domanda particolarmente importante per chi vuole raggiungere il massimo del successo in tutti i campi della vita: come fare a riconoscere se il partner con cui condividiamo ore piacevoli è solo un’infatuazione passeggera o un amore destinato a durare?
Posto che non posseggo la ricetta segreta per l’amore vero, voglio però farvi riflettere su alcuni punti che penso vi possano aiutare se proprio in questi giorni state decidendo le sorti del vostro rapporto, se volete metter su famiglia o abbandonare il campo perchè esausti.
Questo articolo in particolare è dedicato a tutti quelli che, sospirando alla luna, si chiedono se il loro cuore batte per l’emozione del nuovo o per un sentimento “di successo” destinato a diventare un’ottima base per il resto della vita.
Iniziamo con un discorso prettamente teorico: tutti i grandi amori cominciano con una forte infatuazione, per questo motivo è vietato pensare che stando “bene” accanto ad una persona ci si può “accontentare” sperando che prima o poi nasca l’amore.
Cari lettori, l’amore non NASCE, l’Amore con la A maiuscola Esplode, devasta e distrugge abitudini e modi di fare. Annega i pensieri e le attività, ruba il sonno… Poi si placa e diventa una morbida melodia che riempie le giornate di caldi raggi di sole. Perciò che siate giovani o anziani, ripensate all’inizio della vostra relazione: non tutte nascono come colpi di fulmine, ma tutte hanno una premessa spumeggiante e fresca che si ricorda volentieri con un sorriso…
Se ora non è più così, o siete entrati nella monotona e soffocante routine di coppia, o il fuoco è bruciato troppo in fretta e siete rimasti con un pugno di cenere, o vi trovate qualche sera tra le lenzuola a ricordare con una risata qualcosa di turbolento che vi ha lasciati nettamente più rilassati e completi nella vostra vita condivisa.
LA SEMPLICE INFATUAZIONE
Esplode tutto insieme e il desiderio è fugace. Vi sentite rintontiti dai pensieri, che riguardano esclusivamente lui/lei. La sera non dormite per aspettare una sua chiamata, mail, un suo messaggio. Quando lo/la vedete non trovate parole per esprimervi, cercate di essere spiritosi ma spesso vi escono frasi prive di significato logico. Quell’individuo diventa un pensiero fisso. Il problema è che non ci fate progetti, non pensate al futuro o ad una relazione… Il progetto finisce tra le sue braccia. Spesso l’infatuazione è legata al desiderio fisico. Non vi è una reale necessità di conoscersi, di entrarsi nella pelle, di sapere i propri sogni e le proprie paure. Anzi. Quando vi parla della sua vita un po’ vi infastidisce, vorreste che parlasse solo di voi. Gli sguardi sono penetranti e ricchi di carica erotica, il contatto fisico è spesso privo di timidezza e ricco di desiderio. I freni inibitori sono a loro volta frenati dalla voglia di scoperta, di traguardo, di vittoria di quel premio che tanto vi attrae.
Poi, raggiunto o meno lo scopo, dopo poco tempo il giocattolo vi stufa. E vi trovate a puntare ad un altro obiettivo.
Se siete in una pausa di riflessione, fate pure: l’infatuazione è un modo per scaricare le energie accumulate. Se però cercate una relazione di successo, lasciate perdere: la mancanza di obiettivi nella vostra testa non permetterà al rapporto di decollare. E se alla carica erotica non unite una bella dose di desiderio di conoscenza reciproca probabilmente il sesso sarà deludente o i fuochi d’artificio si esauriranno troppo in fretta.
LA STORIA (IN)FINITA
Aspettate il vostro partner per cena e al primo minuto di ritardo cominciate a sbuffare “è sempre il solito”, vi fate trovare in tuta senza preoccuparvi di spazzolarvi i capelli, la domenica pomeriggio la passate tutta a dormire anche quando i figli e gli impegni non sono presenti, quando il partner vi parla dei suoi progetti che non vi coinvolgono rivolgete lo sguardo altrove e sbuffate più o meno impercettibilmente…
Ogni scusa è buona per infatuarsi di qualcuno e riprovare le sensazioni violente di quel periodo, senza pensare che basterebbe rimescolare le carte in tavola per ottenere un risultato diverso.
Immaginate il resto della vita come in una “gabbia” dalla quale non potete uscire perchè “i figli, i suoi genitori, i progetti, l’università, il lavoro, l’abitudine” pur volendo scappare e devastare gli schemi che vi stanno divorando.
Il tempo che il resto del mondo vi lascia per stare insieme dev’essere riempito di qualcosa, perchè stare sdraiati accanto o a sorseggiare un caffè non basta più… Beh. A quel punto direi che la storia infinita è finita davvero.
L’AMORE VERO
Beh, dopo questi due esempi contrari, vi chiederete, allora quali sono i sintomi dell’Amore vero? Quello che vi posso dire è che la base per ottenere una relazione di successo è avere pazienza. Pazienza, tolleranza e diplomazia. Tutto quello che avete letto dell’infatuazione lo potete rileggere con una sfumatura di interesse profondo: il desiderio è inarrestabile, ma quando lui/lei parla di se stesso vi silenziate immediatamente. Qualsiasi sia il suo sport o il suo passatempo voi ci siete. La sua unica compagnia vi rende sereni e più sicuri di voi stessi. Tutti i vostri progetti a lungo termine tengono conto del vostro legame, non come semplice abitudine ma come VERO desiderio.
La comunicazione si fa largo nel sesso, poi ne esplode anche fuori liberandosi in tutta la sua completezza e il suo valore.
Vi sentite riempiti e completi nel vostro rapporto, che sia nuovo o di vecchia data. Si fa spazio in voi la fiducia nei vostri mezzi e la voglia di andare avanti anche di fronte alle avversità, per il puro e semplice piacere di sentirvi ancora la mano nella mano.
Quello, si, è Amore.







April 7th, 2009 at 11:35 am
Per sapere amare bisogna saper accendere un fuoco.
Sembra facile , ma se si vuol fare un fuoco che duri e scaldi ci vuol del metodo.
Quando ti fai prendere dall’ entusiasmo ed inizi a buttare nel camino un sacco di carta , fa una bella vampata , ma dopo dieci secondi purtroppo non c’è più niente e sei al freddo più di prima.
Allo stesso modo non serve a niente buttar dentro quei bei tozzi di legno presi direttamente dal tronco , non li accendi neppure se ogni tanto gli dai una bella spruzzata d’alcool!
E’ necessario apparecchiare bene il camino: due ceppi di lato abbastanza grossi da fare la struttura ed una serie di rami belli secchi .
Un pò di carta sotto per la fiammata e poi appena si accendono i rami secchi iniziare ad alimentare con rami via via più grossi fino ad arrivare ai ceppi.
Ogni buon fuoco va curato e seguito , se non avete tempo allora accendete la caldaia.
Abbiamo quindi visto che la fiammata è indispensabile ma accende il fuoco solo se va ad alimentare una struttura ben fatta, altrimenti è tempo perso.
Una volta acceso e mi raccomando solo quando è bello acceso non prima , ogni buon fuoco ha bisogno di ossigeno , tanta aria da poter tenere viva la combustione.
Se lo soffochi buttandoci sopra di tutto farà una bella fumata e poi si spegnerà.
AB Geronimo
April 7th, 2009 at 3:20 pm
Bellissima metafora Geronimo!!!
Complimenti…
April 10th, 2009 at 11:51 pm
Nel mio fuoco c’è rimasta la brace
E’ buona per cuocere la bistecca ……ma non scalda + tanto
Mi sa mi sa che devo andare nel bosco a cercare nuova legna
E’ possibile che devo essere sempre io ad andare fuori quando c’è freddo?
April 11th, 2009 at 2:55 pm
@ Il Topo e la Patata: l’uomo è colui che guida la coppia e procaccia cibo e protegge la stirpe. Normale che tocchi a lui andare a cercare legna, soprattutto se fuori piove!!! Forza, che la bistecca poi sarà ancora più gustosa…
May 20th, 2009 at 12:56 am
Sto da tanto tempo con la mia ragazza.. ed abbiamo avuto come credo tante coppie i nostri alti e bassi. Abbiamo 29 e 28 anni. Io ho qualche volta avuto dubbi su noi.. non per noi ma perchè a volte mi sento incompatibile con lei. O per lo meno ho come la senzazione di non essere capito o ascoltato da lei. Non so se magari è una mia fissazione od una eccessiva voglia di attenzione come una forma di egoismo… è così che l’ho interpretata per farmi una ragione ed andare avanti.
Comunque questo è solo un breve quadro di me e lei riguardo la mia problematica personale che lei quanto pare non avverte. Io ho anche provato a parlarne con lei ma senza nessun risultato che mi faccia sentire appagato. Lei non è comunque una cattiva persona, non vorrei che trapelasse questo leggendo, anzi direi che è molto buona e leale con tutti, anche troppo.
Adesso però la cosa è più complicata e problematica xche ho conosciuto una ragazza da pochissimi giorni e solo per pochi minuti. Le ho dato dei passaggi alla fermata del bus all’ uscita dal suo lavoro. Io la vedevo diversi anni fa e la osservavo con piacere senza mai nenache avvicinarmi,poi scomparve per anni, era fuori per lavoro,credo. Adesso mi accorgo che la cerco e penso a lei. Non ho avuto nenahce il coraggio di dire alla mia ragazza che ho conosciuto questa persona, cose che non avrei mai pensato perchè ho sempre detto tutto con tranquillità di ciò che mi capita, il fatto che non l’ho detto di lei è perchè c’è qualcosa? booo Non so cosa mi stia succedendo, la vorrei conoscere, capire cosa ha lei che mi fa avere queste sensazioni. Ma mi sento troppo in colpa e male al pensiero di fare questo. Allo stesso tempo ho paura che lei sappia che sono fidanzato perchè magari si allontana. Sono nei guai. L’ultima cosa che voglio è che la mia ragazza soffra per una cosa che magari non è nulla. Magari non è nulla, è solo immaginazione. In quei pochi minuti di passaggio lei mi chiede dove vado, da dove vengo, e ti piace sport. Sembra che vuole sapere di me.Mi son sentito bene. Poi penso che magari è il suo carattere e basta. Sentivo il bisogno di raccontare questo mio assillo e così l’ho scritto qui, scusate lo sfogo.
May 24th, 2009 at 2:08 pm
Lei lei lei. E tu? Nella tua vita non c’è nient’altro? Ci sono solo due donne?
Gli alti e bassi, dici, sono cose normali. I dubbi forse un po’ meno.
Dire al partner che non ci si sente abbastanza considerati è sempre molto pericoloso: si raccoglie indifferenza (come, pensi che non ti ami abbastanza?), rabbia (e allora tu?), aggressività (io non ti ascolto perchè tu sei noioso).
La tua ragazza infatti non risponde, come un telefono muto.
E quando le relazioni non sono composte di complicità e comunicazione, alla prima scintilla tutto crolla. Crolli tu nell’eccessiva fretta, nella freddezza di una relazione che “dura da tanto tempo”, con lei che “non è comunque una cattiva persona”.
Io sono per le farfalle nello stomaco. Sono convinta, si, che non possa durare per sempre quello stato di coinvolgimento delirante dei primi mesi: non dormire, non mangiare, non respirare per paura che tutto svanisca.
No, così non può durare. Ma della persona che ami, la persona con cui vuoi passare la vita (hai 28/29 anni no? Di solito c’è quella spinta istintiva che ti risucchia a voler creare un’entità nuova, a voler amare “sul serio”, giurare amore di fronte a tutti e crearsi il proprio mondo) dovresti essere fiero e felice.
Invece c’è solitudine nelle tue parole. Ormai, mi spiace comunicartelo così direttamente, il fuoco si è spento.
Quando ti manca il coraggio per raccontare qualcosa che tu reputi bello alla persona che ami… Beh, vuol dire che qualcosa è cambiato.
Non ascoltare nessuno, piano piano stacca quello che c’è da staccare, quel cordone ombelicale che ti tiene legato in un rapporto finito.
E goditi i sorrisi, le domande e i passaggi. Cavolo, non hai neanche trent’anni e sembra che tu viva una vita finita.
Soffrirete tutti. Un po. La vita è fatta così. Soffrirai tu per il cambiamento, lei perchè sarà tutto finito, l’altra perchè ti avrà fatto finire qualcosa magari non volendolo.
Sii chiaro con tutti, ma prima di tutto con te stesso.
La ami ancora o le farfalle nello stomaco ti vengono quando porti l’altra a casa?
Jonny, la vita è una.
Impara a ricominciare senza paura, e vedrai che ne varrà la pena.
A presto.
June 8th, 2009 at 1:46 am
Grazie Divina dell’ attenzione… il fatto è che non è facile per niente affrontare il discorso… uno perchè lei è fuori per lavoro e ci si vede pochissime volte, e due perchè lei è abbastanza evasiva se io cerco di parlare per esprimere i miei turbamenti. Adesso aspetto che lei torni a casa per ferie , tra pochi giorni e parlare di presenza con lei per vederla anche in faccia e capire di più!
Lei non merita di stare male!