Nulla succede per caso
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Written By: Divina

L’articolo di oggi è un po’ controcorrente rispetto al mio solito.
Solitamente vi invito a battervi ferocemente per ottenere ciò che desiderate, ciò che avevate previsto o inseguito a lungo.
Oggi invece voglio passare un minuto a riflettere con voi lettori, che siete sempre più numerosi: qual è il limite oltre il quale non bisogna più insistere?
Il mese scorso ho dato un esame, e il risultato non è stato quello che desideravo: era la quarta volta che mi preparavo, e sono rimasta piuttosto sorpresa che la mia preparazione non fosse ancora sufficiente.
Il mio fidanzato alla notizia ha sorriso e mi ha detto che non si trattava di un risultato negativo, ma di un risultato non all’altezza delle mie aspettative. Vero. Ho deciso così di lasciar perdere un per un po’ di tempo un obiettivo che in fin dei conti non mi dava nuovi stimoli, ma rischiava semplicemente di abbattere la mia autostima.
Poi è passata una stagione, ho raggiunto altri risultati importanti e ho deciso che era giunto il momento di riprovare…
Fin dal primo momento ho CREDUTO che sarebbe stata la volta buona, che ce l’avrei fatta e che quell’esame non sarebbe più stato un problema: avevo superato gli altri, perchè mai non avrei dovuto superare quello?
E così è stato. Tra tanti che si chiedevano come sarebbe andato, se mai sarebbero stati promossi, e si scoraggiavano per scaramanzia, io aspettavo col libretto in mano, sicura che quella sarebbe stata la data associata ad un bel voto.
E così è stato: per realizzare miracoli bisogna credere fino in fondo che questi possano avvenire.
Se pensate di aver già raggiunto un obiettivo, sarà piu facile raggiungerlo.
E se così non è? Pausa. Se il percorso per arrivare dove volete andare è pieno di fango, allagato o pericolante, inutile rischiare di perdere la vita o rovinare la macchina per puro orgoglio.
Lasciate da parte l’0rgoglio, mettete la retromarcia e decidete di imboccare un’altra strada: un milione di porte si apriranno di fronte a voi, perchè nessun problema è senza soluzione, sennò non sarebbe un problema ma un dato di fatto.
Avete perso l’aereo? Inutile tentare di imbarcarsi senza il bagaglio in stiva, precipitarsi e fare casino, rischiare una multa o un esaurimento nervoso… Avete 1 minuto di tempo per disperarvi in santa pace, rotolarvi e insultarvi di fronte ad uno specchio immaginario…
Poi lasciate stare il primo programma e trovate una strada alternativa: vi è mai capitato di scoprire che il treno era pieno e di dover partire il giorno dopo? Potreste incontrare un amico che non vedevate da tempo, conoscere una persona importante o semplicemente scovare un grazioso posto dove dormire o mangiare.
Cercate di leggere il meglio delle situazioni, anche se appaiono irrisolvibili: ok, avete perso il treno e allora? Tanto piangere sul latte versato, mettersi ad urlare o chiudersi nel silenzio non serve proprio a nulla.
Il destino, quando è chiaro e limpido, va accettato: se non dovevate prendere quel treno, forse una motivazione c’è.
Non la saprete mai, e questo vi farà rabbia e non vi aiuterà a reagire in maniera positiva e costruttiva..
Ma provateci! Qualcosa di buono ci sarà di sicuro, e poi è sicuramente meglio un sorriso che un pianto a dirotto: il risultato pratico è lo stesso, ma emotivamente parlando ci passa un abisso…






