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Jonas Brothers: un successo puro e semplice

Categories: Blog Successo
Written By: Divina

 

Il più grande non ha ancora 22 anni, il più piccino appena 16… Eppure hanno firmato or ora il loro quarto album su piazza.

Sono nati sul palco di Brodway, avvicinandosi alla musica dalla più tenera età e sfornano un teen pop perfetto per essere commercializzato.

Un successo che piace alle mamme, ai papà e ai giovanissimi fan che affollano ogni loro concerto e appuntamento: tutto esaurito per le ultime date, 580mila biglietti venduti e un tour tutto italiano nel mese di Novembre che rileverà un mare di presenze.

Faccino pulito, tra l’adolescenza e il post-adolescenza, sono il simbolo perfetto dei bravi ragazzi, che invece che lasciare la camera come dopo un’esplosione nucleare, vanno d’accordo da bravi fratelli e non litigano mai coi genitori.

Almeno per quanto dicono loro…

Nel 2006 esce il loro primo album, e il successo è relativo: vendono 50000 copie e il fenomeno non pare così violento. Con la comparsa in Hannah Montana riscuotono l’ammirazione dei ragazzini, e da quel momento è solo salita: nel 2007 esce The Jonas brothers che si piazza nelle classifiche e non le molla più.

Nello stesso anno su Disney Channel appare un documentario a loro dedicato che consolida il successo già ottenuto con il disco.

Il 2008 è l’anno d’oro del gruppo che firma con la Disney e manda sul grande schermo il film dedicato ai teen “Camp rock” che svolta decisamente la loro popolarità anche verso l’Europa.

Quest’anno, oltre ad uscire il loro quarto album, gli è stata dedicata una intera serie televisiva su Disney Cannel (JONAS) e hanno fatto una comparsa nel film “Una notte al museo”.

Il ruolo di paladini dell’adolescenza li ha ingraziati ai molti genitori americani e non: i tre ragazzi, tutti fratelli, non bevono, non fumano, non amano le discoteche ma Jonny Cash, Prince ed Elvis, e portano tutti la cosiddetta “fede della purezza”, che protegge la purezza dell’amore prima del matrimonio in un’epoca sempre più dedicata al fast sex giovanile.

E oltre ad essere belli e puri sono anche molto generosi: 1,2 milioni di dollari solo nel 2007. Il più piccolo, Nick, classe 1992 ha anche fondato una associazione personale per aiutare i bambini più bisognosi, coi quali era venuto in contatto durante la carriera a Brodway.

Il successo? Una spontaneità un po’ costruita ma ben realizzata, dei valori che dalla società non vengono più regalati ai ragazzi, mixati in  modo piacevole con un pop leggerissimo e orecchiabile.

In poche parole un fenomeno di massa che delizia i ragazzini e li devia su strade un po’ più dolci e conosciute, insegnando loro qualcosa nell’unico modo ancora possibile: tramite internet e tv.

Sta per arrivare sul grande schermo un mega concerto 3D, che permetterà alle nuove generazioni di uscire dal mondo virtuale di Facebook, Netlog ed Msn per tuffarsi nella realtà della musica e della socialità, con qualche valore in più ed anche divertendosi.

Un otto meritato ad un gruppo veramente “in”.

 

2 Responses to “Jonas Brothers: un successo puro e semplice”

  1. Roberto Says:

    “Il più grande non ha ancora 22 anni, il più piccino appena 16… Eppure hanno firmato or ora il loro quarto album su piazza.”

    Ovvio con una casa discografica del genere che ti spinge -.-anche se non si hanno né arte né parte

    “Un otto meritato ad un gruppo veramente “in”.”

    Questa affermazione alquanto glamour è MOLTO pretenziosa

    Otto ai Jonas Brothers dunque???

    (senza scomodare Mozart e divinità classiche affini)

    Allora a Hendrix quanto diamo?
    Allo stesso Michael Jacksno ieri deceduto???
    E a David Bowie ??

    Con tutto il rispetto a lei dovuto, mi sembra dia decisamente troppo credito all’ennesimo gruppo meteora.

    Perché di quello si tratta…

  2. Divina Says:

    Otto ad un gruppo che non istiga i ragazzini ad aberrazioni culturali, ma è tranquillo, musicalmente non eccelso ma orecchiabile e piacevole, e interessante dal punto di vista umano. Per le “star” della musica ci son ben altri parametri, purtroppo ultimamente ci è concesso tifare solo per meteore standardizzate e consumisticamente potabili: hai ragione Roberto.
    Ma finchè non emergeranno nuovi Pink Floyd, e i soliti Amici e Xfactor ci regaleranno pop scadente e subito sfiorito, ringraziamo perchè i nostri bambini possono ascoltare qualcosa di piacevole e innoquo. Per il momento ci accontentiamo.
    Saluti e complimenti per l’obiezione.

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