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Genitori e rispetto: perchè ora i bambini fanno quello che vogliono

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Written By: Divina

Mi colpisce la scena: ipermercato strapieno, padre con figlioletto formato Puffo nel seggiolino del carrello e bambinetta tutto pepe che scorrazza poco più avanti. Genitore che sfiora l’attacco d’ansia sbuffando come una pentola a pressione, cercando di evitare i carrelli in contromano e individuare la moglie nella folla.

A quel punto la bambina vede un dvd appena uscito, inizia insistentemente a chiedere che le venga comprato (attenzione, non regalato per Natale, NO! Comprato subito adesso immediatamente!) e al pacato “no” del padre scoppia a piangere e inizia a prendere a piccoli ma ostinati calci la rastrelliera nella quale svetta il corpo del reato. Mentre i singhiozzi si fanno sempre più acuti, e i passanti storcono il naso contrariati da cotanta ingiustizia nei confronti dela frugoletta, il padre agguanta il dvd, lo butta nel carrello e sospira evidentemente sollevato dal ritrovato silenzio.

 

Al di là di tutto mi hanno colpito le occhiate accusatorie dei passanti: come se dire di no ad un bambino fosse diventato anch’esso un atto di violenza su minore.

Non ho l’età per dire “una volta era diverso”, ma lo dico lo stesso! Dove sono finiti i genitori di una volta?

Quelli (come mia mamma!) che quando iniziavi a frignare per i capricci ti davano uno scapaccione sul sedere che poi avevi davvero un motivo per piangere?

Spariti.

Questo perchè mamme e papà lavorano molto. E si sentono in colpa.

GENITORI, non è colpa vostra se per mantenere le creature questo mondo ci chiede 2000 euro al mese! Non dovete scavarvi da soli la fossa perchè per pagargli il nido caldo e piumoso dovete lavorare fino alle 17!

Quel che importa è la qualità del tempo non la quantità. Se arrivate a casa e vi piazzate davanti alla tv ignorandoli totalmente, potete anche stare a casa tutto il giorno, ma per loro sarà uguale.

Se invece vi interessate delle loro vite, anche se non andate alla recita di Natale (Dio ve ne scampi, per carità!) loro avranno lo stesso l’idea che voi siate lì a fianco: sono più intelligenti di quanto non crediate! Sanno che se avete una riunione non potete assistere al saggio di danza, ma se il giorno che siete liberi (essì, ogni tanto ci va il sacrificio) andate a seguire la preparazione o l’allenamento loro si sentiranno coccolati comunque! Chiedete il filmato dello spettacolo a qualche genitore e guardatelo assieme a casa. Oppure semplicemente (si fa per dire) spostate l’impegno di mezz’ora… La vostra partecipazione anche momentanea li riempirà di gioia.

E vi libererà da quel senso di colpa che sta rovinando tutti i bambini.

Poi ricordate:

  1. I regali si fanno in occasioni speciali: gli altri sono capricci.
  2. Uno scapaccione non è violenza su minore.
  3. Compratevi i tappi per le orecchie se siete troppo sensibili ai singhiozzi, e imparate ad ignorarli.
  4. Un’azione negativa che non viene punita diventa diritto a tutti gli effetti: se picchia la sorellina e viene solo ripreso, penserà che per la soddisfazione della cosa si può anche rischiare la strigliata.
  5. Nella vita avrà un sacco di occasioni di fare mille cose: se si comporta male può anche saltare una festa. Non fate l’errore di dire “io però da piccolo ci tenevo tanto e non ci andavo mai, e sono cresciuto con questo pensiero”: una volta non ha mai fatto male a nessuno. E serve da esempio.
  6. Siate coerenti e mantenete le promesse: se gli avete detto che a causa del pugno a Filippo salta la partita, non portatecelo assolutamente. Così come se gli avete promesso il cinema perchè si è comportato bene, cascasse il mondo lo dovete portare. I bambini hanno la memoria molto lunga, e associano agli eventi punizioni e premi.
  7. Insegnategli le regole di base dell’educazione, e non trasgredite neanche a casa: vi ritroverete sennò figli che mangiano con la bocca aperta, parlando e sputacchiando, corrono durante i pranzi e si infilano sotto il tavolo. Sarà poi difficile conviverci!
  8. E infine non alzate mai la voce: il bambino percepisce l’aura di rispetto del genitore proprio dal fatto che non debba alzare la voce (come fa lui invece, battendo i piedi) per farsi sentire e capire. Anche il più serio dei no, urlato, perde di credibilità e può traumatizzare.

Ricordatevi che sono piccoli uomini e donne, e pertanto vanno trattati come esseri umani senzienti e coscienti: ma sono pur sempre bambini, e vanno seguiti e tenuti per mano per le vie della Vita.

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