Come vincere la timidezza
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Written By: Divina
Se fate parte di quella ben poco ristretta cerchia di individui che, a contatto con più di una persona (ma spesso ne basta anche una sola!) comincia a dar sfoggio di tutte le sfumature del rosso carminio, non preoccupatevi…

Ben il 40% della popolazione italiana soffre di questo “disturbo”!
Innanzitutto impariamo a dividere i timidi “a cielo aperto” dai timidi più criptati:
- Il timido d.o.c. è quell’individuo (maschio o femmina che sia) che si sente a disagio se immerso in un ambiente non conosciuto e protetto, al quale provoca ansia il contatto con più persone, o più semplicemente con le persone con le quali vuole fare una buona figura. Il “timidone vero” arrossisce quando chiede d’uscire alla ragazza che gli piace, inizia a tremare quando il professore fa una battuta che esula dalle solite domande d’esame, si nasconde alle feste quando pensa che la maggioranza delle persone guardi proprio lui.
- Il timido “nascosto” invece ha un fare canzonatorio, aggressivo, talvolta arrogante. Si tende solitamente a considerarlo un prepotente, un “troppo sicuro di sé”, poiché si rivolge al prossimo con tono di sfida, eccessivamente violento. Fa lo sbruffone nella compagnia, con le ragazze, spesso anche coi superiori.
Ma cosa nascondono questi due tipi, fenotipicamente opposti, a livello emotivo?
La timidezza nasce da una scarsa considerazione di se stessi, che può essere manifestata come un vero e proprio disagio (quindi col distacco dal gruppo, il rossore, l’imbarazzo) oppure come un segreto da difendere, che viene quindi celato a suon di battute e aggressività molto poco velata.
Il soggetto timido si ritiene inferiore a chi lo circonda, e per questa motivazione si isola (in modo passivo o attivo) dal resto del gruppo.
Questo disturbo (che può, aggravandosi, entrare a far parte delle fobie sociali) si manifesta in vario modo con tremiti, balbuzie, sudorazione abbondante, gola secca, perdita di voce, rossore alle guance, o viso livido. A seconda che vi sia vasocostrizione o vasodilatazione al viso, la persona in questione diventa rosso papavero o bianca come un fantasma. Questo cambiamento corporeo (avvertito dal soggetto come un’ondata di caldo o di freddo) aumenta ancor più il malessere e la paura di brutte figure…
Allora, come fare a vincere la timidezza?
Per prima cosa pensate a tutte le situazioni che vi creano imbarazzo o agitazione:
Rispondere al telefono?
Parlare in pubblico?
Chiedere indicazioni per strada?
Invitare un ragazzo al cinema?
Chiedere un aumento al capo?
Ok, stilate una classifica delle cinque scene che vi terrorizzano di più, dalla meno impegnativa (colore bianco) alla più impegnativa (colore nero), poi scrivetele su un foglio.
La prima settimana rileggete la situazione bianca e pensate a come realizzarla: vi secca rispondere al telefono? Avvertite genitori, convivente, marito, figli… Per tutta la settimana quando squillerà il telefono sarete voi a rispondere. La prima volta sarà complicato, poi via via vi abituerete a tutta quella serie di situazioni diverse che poi si ripetono in continuazione (la mamma, gli zii, la Telecom, quella ditta di surgelati, la signorina del satellite…). Quando il suono del telefono non sarà più motivo di panico, cambierete situazione, passando ad una più “complicata”.
Se vi mette in imbarazzo chiedere informazioni, cominciate andando in macchina e fermando signori/e più anziani… Non occorre che vi siate persi: chiedete una via che conoscete, possibilmente non introvabile dagli umani… Poi passate a posti un po’ più lontani dal solito, magari aiutandovi con una cartina, e chiedendo informazioni anche da una macchina all’altra.
Finito anche quest’esercizio buttatevi sulle opinioni: esprimete il vostro parere in classe, all’università, sul posto di lavoro, con gli amici… Non state in silenzio durante le discussioni, schieratevi (senza diventare polemici!!) politicamente, sportivamente… Prendete decisioni, non rimanete passivi…
Per gli inarrestabili timidoni aggressivi invece, esercitatevi con la tranquillità. Fate gli stessi esercizi provando a mantenere un tono simpatico e confidenziale, provando a scherzare, senza aggredire il prossimo. Rispondete al telefono e, anche se vi massacreranno con i dati televisivi del nuovo canale a pagamento, siate simpatici e disponibili: chiedete dettagli aggiuntivi, siate cordiali… Chiedendo informazioni ai passanti sorridete, come se fossero vecchi amici.
Non dimenticate mai il rispetto per gli altri, ma soprattutto: non tradite mai il rispetto per voi stessi.







November 13th, 2008 at 8:54 pm
Ciao “il maestro del successo”, mi sento orgoglioso di essere il primo a commentare su questo blog.
Non ho grossi problemi con timidezza, ho imparato a controllare certe situazioni e me stesso ne contesto.
Voglio riferirmi all’ultimo paragrafo, ho una società che conta 15 persone circa e un grande problema; purtroppo sono poco diplomatico, non riesco parlare con i miei dipendenti in modo diplomatico e cerco ti far parlare sempre i miei soci in nome mio perché mi comporto un po’ da hitler con le persone che lavorano per me. Fortunatamente miei soci mi conoscono da anni e si sono abituati e sanno che non lo faccio apposta e che vorrei migliorare..
Tu cosa mi consigli? Ci sono i metodi di spiegare ad un dipendente che se non ha voglia di lavorare non guadagnerà e mi farà sempre arrabbiare?
Grazie e complimenti per questo nuovo blog che avrà sicuramente successo.