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Come sopravvivere alla spesa settimanale senza rimetterci il fegato

Categories: Blog Successo
Written By: Divina

Chi non si è mai trovato in coda all’ipermercato il sabato pomeriggio, irrimediabilmente circondato da madame in libera uscita e ragazzini scatenati che pensano di essere sbarcati al Luna park?…

 

 

 

Ma d’altronde il lunedì si lavora, il martedì c’è il pupo da portare dal dentista, la gara di nuoto, la coda in posta per le bollette…

 

Provate, per curiosità, a liberarvi un dopocena. Lasciate la lavastoviglie da caricare a vostro marito, la tavola da sparecchiare ai figli (ok ok, troverete i bicchieri nel carrello dei piatti e le posate ammassate, ma in fondo quel che importa è tentare…) e scappate armate di automobile all’ipermercato preferito.

 

La prima cosa che vi stupirà sarà il deserto totale nel parcheggio. Secondo l’esperimento dovrebbero essere circa le otto e mezza.

Niente traffico per raggiungere la destinazione designata, niente coda al pluripiano, ma soprattutto…

 

Numero totale di signore al di sopra dei sessant’anni: zero.

Numero totale di bambini al di sotto dei quattordici anni: zero.

Troverete solamente oculate e silenziose donne di casa intente nella scelta dei prodotti a costo più basso, e qualche aitante trent’enne single che si ritaglia tra le ore di ufficio e la palestra, mezz’ora per riempire il frigo (il che può anche essere particolarmente piacevole per la vista!).

 

L’approvvigionamento delle cibarie sarà perciò nettamente facilitato dalla mancanza di folla isterica delle ore comprese tra le quattro e le sette di sera, senza calcolare il risparmio energetico e di bile che avrete nel non dovervi scontrare ogni due metri con un carrello auto pilotato, o un micro missile con le treccine alla ricerca della cioccolata.

 

Altro punto a favore della spesa nel dopocena dei giorni feriali è la totale sparizione delle donnine dei prodotti in offerta: avete presente quelle casalinghe over cinquanta che vengono piazzate ad ogni angolo di corsia, provviste di formaggio, caffe, yogurt, merendine e altre trappole anti-dieta che cercano abilmente di convincerti ad assaggiare et comprare i “loro” prodotti? Spesso sbandierano con aria soddisfatta i gadget allegati indispensabili per il genere umano: portacellulare in pelo di criceto, tazze coi colori dell’arcobaleno in puro materiale anti-microonde, bicchierini mignon in vetro che finiranno ammassati con gli altri milioni dei quali il servizio non è mai stato finito…

 

In più, spesso ai banchi frigo, le commesse vi illustreranno invece offerte di carne e pesce dell’ultimo minuto, ovvero prodotti che essendo in scadenza, vi verranno a costare nettamente meno a causa dell’ora tarda:

che ne dite di un pollo arrosto a metà prezzo, che domani potrebbe tramutarsi in un’ottima insalata con patate e carciofi?

 

Ma la sorpresa più gradita saranno le casse vuote: e per casse non intendo solo quelle riservate agli invalidi di guerra, o ai fedelissimi dotati di carta super gold! Tutte le casse mostreranno il loro brillante numerino verde, aspettando solo voi.

 

Forse le commesse non saranno così riposate, ma l’idea di finire il turno di lì a pochi minuti, le distrarrà dalle ore appena passate, e vi regaleranno i loro sorrisi migliori!

 

Senza contare che, tornate a casa, il nugulo di aiuti umanitari del tipo “mamma, lo faccio io” oppure “dai che ti aiuto” saranno beatamente nel mondo dei sogni, o nei casi coniugali distesi di fronte al televisore: il che impedirà al vasetto di marmellata di finire nello scaffale dei pelati, alle uova di diventare frittate prima del tempo, all’insalata di appassire della notte causa soffocamento da sacchetto.

Detto questo cosa aspettate?                                       L’ipermercato vi attende tutte le sere!

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